Ultima

dimmi, che cosa vedi?

alcune canzoni che ascolto ultimamente, riassunte nelle parole che più mi hanno colpito, e che mi rispecchiano

everyday I’m at my desk
at my desk I’m like the rest
the cells I am at the moment will soon die
Cells -The Servant

and accept it that soon you’ll be drenched to the bone
then you better start swimming or you’ll sink like a stone
and don’t criticize what you can’t understand
your old road is rapidly agin’
the order is rapidly fadin’
The Times They Are A-Changin’
—————————————| Bob Dylan
I can’t see my reflection in the water
I can’t speak the sounds to show no pain
I can’t hear the echo of my footsteps
or remember the sounds of my own name
Tomorrow Is A Long Time

well I remember, I remember, don’t worry how could I ever forget?
it’s the first time, the last time we ever met
but I have know the reason why you keep your silence
no you don’t fool me ’cause the hurt doesn’t show
the pain still grows
In The Air Tonight 
—————————————| Phil Collins
the power to be strong and the wisdom to be wise
all these things will come to you in time
on this journey that you’re making
there’ll be answers that you’ll seek
and it’s you who’ll climb the mountain
it’s you who’ll reach the peak
Son Of Man

I want to break
the indifference of the days
I want a conscience that will keep me wide awake
and I’m not safe
I think I need a second skin
no, I’m not safe
the sun comes up
the sun comes up and you’re alone
your sense of purpose come undone
World Citizen (I won’t be disappointed) – David Sylvan & Ryuichi Sakamoto

my body is a cage that keeps me from dancing with the one I love
but my mind holds the key
I’m living in an age that calls darkness light
My Body Is A Cage – Peter Gabriel version

nothing suffocates you more than the passing of everyday human events
isolation is the oxygen mask you’re making children breathe into to survive
but I’m not a slave to a god that doesn’t exist
and I’m not a slave to a world that doesn’t give a shit
and when we were good
you just close your eyes
so when we are bad
we’ll scar your minds
The Fight Song – Marilyn Manson

I was bruised and battered and I couldn’t tell what I felt
I was unrecognizable to myself
I saw my reflection in a window
I didn’t know my own face
Streets Of Philadelphia – Bruce Springsteen

’nuff said

se non avessi la tastiera sotto le mani, non avrei nemmeno la voglia di prendere una penna, un foglio di carta, e scriverci sopra che sono stanco

menomale che ho un computer, ed una tastiera sotto le mani

sono stanco

La Pelle Che Abito

L’infelicità acuta scomparve, lasciando posto all’indifferenza e alla profonda solitudine, che lentamente, divora le energie, annebbia i pensieri, distorce la
ragione, annichilisce gli arti, e rende schiavi di se stessa.
Un circolo vizioso.
Apparentemente senza via di fuga.
Ogni tentativo di tornare indietro alla vita diventa un patetico sforzo per dimostrare la forza perduta.
Un patetico sforzo umano, dettato dagli istinti, condizionato dalle esperienze passate.
E come l’uomo è destinato, obbligato, dalla natura, a ritornare alla terra, così la sofferenza prima o poi incontrerà l’uomo. La sofferenza è ciò che rende uomo un uomo, gli garantisce la forza, la volontà, lo spirito, le emozioni intense.
Ma è una lama a doppio taglio.
Si potrebbe sprofondare per sempre.
La sopravvivenza del più forte.

- Mi dica dottore, quando guarirò ? – chiese sgomento il signore
- Guarire ? Lei non ha un malattia – rispose il dottore
- Ma io dottore, sento male -.
- Quello che lei percepisce come male non è altro che la somma dei suoi vissuti, io non posso curare il passato, nessuno può – esordì il dottore.
- Vuole dire che l’unico che può guarirmi sono io ? -
- Precisamente -.
Il signore ringraziò ed usci dallo studio medico.
La strada si presentava buia e dissestata, desolata.
Era quasi confortante sapere che anche fra cento, duecento, cinquecento metri, sarebbe rimasta identica: cupa, sconnessa, grigia. Perché non si poteva aspettare niente di meglio.
La via di casa era lunga.

11.40 PM

Ogni giorno cerco di pensare a qualcosa di profondo e intenso da scrivere, ma non riesco.
Quando si ha troppo da pensare, è come non pensare a niente.
Perché il tutto si sovrappone. Nel frattempo è sopraggiunto un ulteriore pensiero.
E’ ancora irraggiungibile, impensabile.
E’ oltraggioso come passi veloce il tempo, è quasi un insulto per me.
Disgustoso.

l’Intelligenza

Le ricerche hanno portato alla conclusione che l’uomo, al di sotto di un preciso sublivello o metalivello, non è più in grado di riconoscere l’intelligenza come tale.
Concepisce come intelligenza solo ciò che si muove nella cornice del suo stesso comportamento.
Oltre quella cornice, nel microcosmo, appunto, semplicemente non la può vedere.
La stessa cosa accadrebbe con un’intelligenza di grandi dimensioni, uno spirito molto esteso: l’uomo vedrebbe solo il caos, perché non riuscirebbe a districare quelle complesse connessioni.
Le decisioni di una simile intelligenza gli rimarrebbero del tutto incomprensibili, giacche i parametri su cui essa si fonda supererebbero la sua capacità di elaborazione.
Anche un cane vede nell’uomo solo il potere cui si sottopone, non lo spirito. I comportamento umani gli sembrano privi di senso, perché noi agiamo sui fondamenti della riflessione, i quali superano le capacità percettive del cane.
Allo stesso modo, non potremmo percepire Dio – ammesso che esista – in quanto intelligenza, dato che il suo pensiero deve poggiare su una riflessione totale, la cui complessità ci è completamente preclusa.
come conseguenza, Dio ai nostri occhi appare caotico e quindi serve soltanto a far vincere la locale squadra di calcio o a sventare una guerra. Un essere simile si trova ben oltre i confini estremi della capacità di comprensione umana.
Cosa che, a sua volta, spinge a porsi una domanda: da parte sua.
Dio è in grado di cogliere l’intelligenza del nostro sublivello ? Forse siamo solo un esperimento in una provetta…

Earth Hour 2012

Siete pronti per l’Earth Hour ? Ovvero spegnere tutte le luci (anche il computer), per un ora dalle 8.30 alle 9.30 ?

la Paura

Il punto è che, nel nostro mondo civilizzato, la causa principale delle fobie è data dai pericoli che correvamo prima di vivere nelle città.
Sviluppiamo fobie verso le pareti di roccia che incombono su di noi, per i temporali, le acque impetuose, per la superficie dell’acqua impenetrabile allo sguardo, per i serpenti, per i cani e per i ragni.
Perché non verso i cavi elettrici, i revolver, i coltelli a serramanico, le auto, gli esplosivi e le prese di corrente che, nel complesso, sono molto più pericolosi ?
Perché nel nostro cervello è impressa una regola: devi stare all’erta di fronte a oggetti a forma di serpente e a esseri con molte zampe. Il cervello umano si è sviluppato in un ambiente naturale, non meccanico.
La nostra evoluzione spirituale si è svolta nel corso di oltre due milioni di anni in strettissimo rapporto con la natura. Forse le regole di sopravvivenza di quell’epoca si sono addirittura impresse nei geni…
In ogni caso, un minuscolo frammento della nostra storia evolutiva è passato nella nostra cosiddetta civiltà.
Perché abbiamo paura dei piccoli animali che strisciano nell’erba, perché si prova disgusto per i ragni ? Perché, nel corso della nostra evoluzione, quella paura ha permesso di sopravvivere.
Perché gli uomini, che sono più paurosi di tutti gli altri, sono raramente in pericolo e possono generare più discendenti.

Contatto con altri mondi

<< Voglio dire che impegnarsi seriamente con culture diverse dalla nostra non c’entra nulla con la fantascienza. Gli extraterrestri vengono sempre presentati come l’espressione grottesca e amplificata delle paure e delle speranze umane.
Gli alieni di Incontri ravvicinati simboleggiano la nostra nostalgia del paradiso perduto. In fondo sono angeli e si comportano di conseguenza. Alcuni eletti vedono la luce. La cultura di questi extraterrestri non interessa, sono semplicemente funzionali a una rappresentazione religiosa. Sono intimamente e profondamente umani perché sono creati dagli uomini.
Pensate al momento del loro arrivo: una luce bianca e splendente, un’apparizione eterea… Proprio quello che vorremmo accadesse.
Hanno poco di extraterrestre anche gli alieni di Independence Day. Sono malvagi perché corrispondono alla nostra idea di malvagità. Anch’essi non hanno una reale alterità*. Il bene e il male sono valori postulati dagli uomini e difficilmente la fiction può permettersi di non tenerne conto.
Abbiamo difficoltà a credere che i nostri valori non siano anche i valori degli altri e che la loro idea del bene e del male potrebbe non corrispondere alla nostra.
Per comprendere queste cose non è necessario stare ad ascoltare lo spazio. Ogni nazione, ogni cultura ha i propri alieni davanti alla porta di casa, ma sempre al di là di una barriera. Finché non avremo interiorizzato questi concetti, non potremo instaurare una comunicazione con un’intelligenza aliena.
Perché, con ogni probabilità, non ci sarà una base comune di valori, non ci saranno un bene e un male universale e, verosimilmente, non ci saranno neppure apparati sensoriali compatibili attraverso i quali comunicare.

Se vogliamo arrivare a una vera comunicazione con gli extraterrestri, forse bisogna immaginare uno Stato di formiche. Anzitutto le formiche sono assai organizzate, non veramente intelligenti.
Ma supponiamo che lo siano. Ci troveremmo di fronte al compito di comunicare con un’intelligenza collettiva che mangia i proprio simili, malati e feriti, senza trovare questo fatto moralmente riprovevole, che s’impegna in guerre senza comprendere la nostra idea di pace, che vede la riproduzione individuale come qualcosa di assolutamente inaudito e che tratta come un sacramento lo scambio e il consumo di escrementi.
In breve, un’intelligenza che sotto ogni punto di vista funziona in modo del tutto diverso dal nostro, ma che funziona!
E ora facciamo un altro passo avanti: immaginate che non riconosciamo come tale un’intelligenza aliena! Leon, per esempio, vorrebbe sapere se i delfini sono intelligenti, così li sottopone a test alquanto dispendiosi. Ma riesce a ottenere la certezza della loro intelligenza ? E non dimentichiamo che c’è anche l’altro lato della questione: come ci vedono loro? Gli yrr ci combattono, ma ci considerano intelligenti ? Spero di essermi espressa con chiarezza.

Per quello che ci riguarda, un avvicinamento agli yrr non sarà possibile finché continueremo a considerare la nostra scala di valori come l’ombelico del mondo e dell’universo.
Dobbiamo ridurci a quello che de facto siamo: una delle innumerevoli forme di vita possibili, senza nessuna particolare pretesa nei confronti del tutto.>>

*Alterità, come sinonimo di diversità, indica la differenza tra due entità. Derivato dal latino alter, diverso, il termine in ambito filosofico significa l’opposto di identità.

Discorso da fanatico – AGGIORNATO

Non avrei mai creduto che questo capitolo avesse potuto influire sulle emozioni come invece ha fatto.
Dopo gli eventi di Thessia la voglia di resistere sarebbe passata a chiunque…
Ha perso troppo, e troppo in fretta.

A tratti mi ha ricordato Sunshine, il film.

Credo che gli eventi di Mass Effect 3 siano ”reali” in quanto nessuno perde e nessuno vince davvero, considerando le perdite, è stato uno scontro impari che ha devastato e distrutto. Ad ogni modo, ci sono stati dei momenti veramente toccanti… non c’è stata gloria.
Una cosa ancora non mi è chiara, dopo la distruzione dei razziatori e dei mass relays, le flotte in orbita attorno alla terra che fine faranno ? Se non possono spostarsi tramite i relays, dove vivranno ? Nel sistema solare non ci sono molti pianeti abitabili eccetto Marte e Urano. Per i Quarian non ci sarà problema…

Ho scritto queste considerazioni prima di venire a conoscenza della rivoluzione che si è scatenata proprio riguardo il finale di MassEffect 3, hanno addirittura aperto una petizione con donazioni da devolvere in beneficenza per poter realizzare un nuovo finale, perché sembra che a nessuno sia piaciuto. Si sono formate nuove teorie per dare una spiegazione, come la teoria dell’indottrinamento, che trovo interessante perché potrebbe realmente spiegare gli eventi accaduti.

In poche parole, per me questa composizione riassume tutto ciò che di sconvolgente è accaduto in Mass Effect 3 (e non solo secondo me, se è fra le colonne sonore ci sarà un motivo).

Kalahira, mistress of inscrutable depths, I ask forgiveness. Kalahira, whose waves wear down stone and sand…
Kalahira, wash the sins from this one and set him on the distant shore of the infinite spirit.
Kalahira, this one’s heart is pure, but beset by wickedness and contention.
Guide this one to where the traveler never tires, the lover never leaves, the hungry never starve.
Guide this one, Kalahira, and he will be a companion to you as he was to me.

Stay with me, we’re almost through this…
You did good son, you did good. I’m… proud of you.
Thank you sir…

l’ennesima citazione

Questo è un mondo
che ti logora di dentro
ma non vedo
come fare ad essere contro.
Non mi arrendo
ma per essere sincero
io non trovo proprio niente
che assomigli al vero.